Agroalimentare e “Innovability”

Agroalimentare e “Innovability”

L’agroalimentare made in Italy è sempre più alla ricerca della sostenibilità come driver d’innovazione. Su questa premessa si inaugura Cibus, la manifestazione di riferimento per il settore agroalimentare che dal 7 al 10 maggio 2024 sarà un potente hub di aggregazione per espositori, top buyer della grande distribuzione italiana e internazionale, studiosi e operatori.

L’agroalimentare rappresenta un settore strategico per il made in Italy. Si tratta della filiera più importante del nostro Paese che si estende dalle attività di agricoltura e allevamento alle industrie alimentari e delle bevande, arrivando a coinvolgere tutto il comparto della distribuzione fino alla ristorazione, ospitalità e catering.

La filiera agroalimentare: i dati

La filiera agroalimentare estesa dal campo alla tavola (comparto agricolo, industria alimentare, distribuzione e Horeca) rappresenta il primo settore economico italiano, con un fatturato di oltre 500 miliardi di euro. Secondo i dati Coldiretti, sono 4 milioni i lavoratori impiegati in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti di vendita al dettaglio.[1]

Negli ultimi cinque anni l’export agroalimentare è cresciuto di oltre il 50%, passando dai 41 miliardi del 2018 ai 64 miliardi di euro del 2023[2], a conferma dell’apprezzamento dei prodotti italiani nel mondo.

Nel 2023 l’export agroalimentare ha toccato un nuovo record, registrando il +6% rispetto al 2022. Tra i top exporter agroalimentari mondiali, solo la Germania ha fatto leggermente meglio (+6,2%). In calo Francia (-3%) e Stati Uniti (-12%).[3]

L’Italia è il primo Paese europeo con il maggior numero di certificazioni di prodotti Dop (Denominazione di origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionale garantita) riconosciute dall’UE con un totale di 853 cibi e vini certificati[4], a testimonianza dello stretto legame tra produzione, territorio, agricoltura, biodiversità ed eccellenza culinaria. Sono le regioni di Veneto e Emilia-Romagna le prime regioni in Italia per valore economico delle Dop e Igp.

Come crescere in competitività?

In un mercato maturo, come quello italiano, le prospettive di crescita del Food & Beverage dipendono dalla capacità delle imprese sia di cogliere tendenze emergenti nella domanda dei consumatori, sia di guadagnare quote di mercato all’estero dove c’è richiesta di prodotti di qualità. Questo richiede un impegno costante nell’innovazione e negli investimenti in ricerca. La competitività del settore dipende dall’approfondita comprensione dei mercati e dalla capacità di cogliere opportunità di sviluppo commerciale.

“Il futuro del Made in Italy Alimentare – afferma Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma – dipenderà dalla sua capacità di continuare ad innovare e investire restando fedele a tradizioni e territori.”

Una competitività che passa necessariamente da una puntuale conoscenza dei mercati e dal saper cogliere opportunità di sviluppo commerciali senza perdere di vista ciò che caratterizza il nostro patrimonio di biodiversità e di cultura. L’innovazione riveste un ruolo fondamentale non solo nel soddisfare le esigenze del mercato e mantenere l’attrattiva dei brand, ma anche nell’offrire proposte di valore.

L’innovability

Di fronte ai cambiamenti climatici e alle turbolenze del mercato, filiere e aziende si ripensano, cercando nuove fonti, processi, lavorazioni e ingredienti sempre più sostenibili. E cresce l’attenzione verso un consumo responsabile e il benessere.

All’innovazione si intreccia il tema dell’innovazione. Innovability è il neologismo che nasce dall’unione di innovation e sustainability, vale a dire l’innovazione orientata in modo sostenibile. L’innovazione deve accompagnare prodotti e comunicazione, migliorando anche i servizi in ottica di essere più vicini e trasparenti a clienti e consumatori e dare impulso alla tracciabilità lungo la filiera, sfruttando anche tecnologie di ultima generazione.

Il tema della sostenibilità non è concetto generico e fumoso, ma significa per le imprese dare un proprio contributo al bene comune, soprattutto verso un bene fragile e prezioso come il nostro territorio e la comunità che lo abita. Orientare l’industria agroalimentare verso obiettivi di sostenibilità ESG è di fondamentale importanza per competere nei mercati e mettere a tavola il futuro.

Green e benessere

Food sempre più green dunque e allo stesso tempo attento alla salute e al benessere. Proprio nell’ampia sfera del benessere si concentrano molte delle novità presenti a Cibus 2024 per rispondere alla crescente domanda di prodotti salutistici, preferiti dal 65% degli italiani (fonte: Consumer Outlook 2024). I nuovi prodotti seguono le tendenze del momento, come la riduzione dell’apporto di zuccheri (+23% nel 2023, secondo NielsenIQ) e l’aumento del consumo di proteine (+19,6% nel 2023, NielsenIQ). Il settore dei sostitutivi delle proteine animali evidenzia un notevole dinamismo, con una crescita del +7,7% nel corso del 2023, come riportato sempre da NielsenIQ, grazie all’introduzione di numerosi nuovi prodotti sul mercato. L’interesse delle aziende consolidate nel settore alimentare per l’universo del plant-based dimostra che è diventato un segmento rilevante in cui è essenziale essere presenti.

Non ultimo, per rispondere al progressivo invecchiamento della popolazione, cresce anche la richiesta di prodotti anti-age come, ad esempio, il caffè al ginseng arricchito di collagene.


[1] XXI Forum Internazionale dell’agroalimentare, 2023, Coldiretti.it

[2] Coldiretti, Record storico export a 64 mld del 2023, www.coldiretti.it

[3] VIII Forum Agrifood Monitor Nomisma-Crif

[4] Con 326 Cibi DOP IGP STG e 527 Vini DOP IGP, l’Italia è il numero uno in Europa per cibi e vini certificati, a cui si aggiungono 35 Bevande Spiritose IG, per un totale di 888 Indicazioni Geografiche. Fondazione Qualivita, “Osservatorio Italia”, qualivita.it

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